Dopo
aver modificato la F1 312B3, alla fine del 1973 Mauro Forghieri
pose mano anche alla vettura sport. Battuta dalle Matra dopo un
entusiasmante duello, la Ferrari 312 P subì profonde modifiche,
per riportarla verso un'architettura simile a quella del 1972
e abbandonando le idee di Colombo-Schetty-Caliri.
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Rivista
la distribuzione dei pesi con un avanzamento del motore ed accorciato
il passo, apparve subito evidente la nuova configurazione aerodinamica,
caratterizzata da un alettone anteriore e una grossa presa d'aria
sostenuta da una vistosa struttura posteriore, che la fece subito
definire come la "Ferrari col bagagliaio".
Nel novembre del 1973 Regazzoni la portò in pista a Fiorano
per i primi collaudi, trovandola subito più maneggevole
della versione precedente, che aveva manifestato gravi e irrisolti
problemi di beccheggio e instabilità all'anteriore. |
Il
collaudo del nuovo prototipo continuò anche a Le Castellet
ma ben presto si preferirà abbandonarne lo sviluppo e la
vettura non scenderà mai in pista per una gara.
La complessità e e i costi delle corse "moderne"
non permettevano ormai più la diversificazione degli impegni
e questa 312P resta così l'ultimo prototipo costruito dalla
Ferrari per il Mondiale Marche, il quale conoscerà un lento
ma inesorabile declino.
In un certo senso può anche essere considerata l'ultima
vettura sport Ferrari, dato che per la 333 SP si ricorrerà
all’estro di Giampaolo Dallara. L.Papetti |