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Diorama dell'Aerautodromo di Modena
realizzato in scala 1:500 sulla base del progetto originale
datato 1949, inclusi gli interventi successivi fino al 1955.
Automobile Club Modena

Realizzazione 2004 - Collezione MfB

La pianta dell'Aerautrodomo di Modena nel 1950


Il diorama dell'Aerautodromo di Modena è stato esposto in occasione di Modena terra di Motori 2004, manifestazione promossa da: Comune di Modena, Camera di Commercio, Provincia di Modena e la collaborazione dell'Unione Industriali di Modena dal 15 al 30 maggio.


Il diorama dell'Aerautodromo di Modena nella sede delle RFM Panini a Modena
Il diorama dell'Aerautodromo di Modena nella sede delle RFM Panini a Modena

Il diorama esposto nella sede delle Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini



Le altre pagine:


I progetti
di base per la realizzazione in scala dell'Aerautodromo di Modena


Il progetto originario
Il progetto esecutivo
Progetto originario dell'Aerautodromo
Progetto esecutivo

PROGETTO E CIRCUITO

Tribune e ingresso
Tribune e ingresso
Zona servizi e  piazzale Nord
Zona servizi e piazzale Nord
Recinto e i box
Recinto e box
Le gradonate Via Formigina  e  "S" Stanguellini
Gradonate Via Formigina
e "S" Stanguellini


Per la realizzazione della pianta dell'Aerautodromo di Modena, sono stati reperiti e attentamente studiati tre progetti: quello originale del 1949 a firma del geometra Enzo Dalaiti, un secondo progetto che era una variante al primo progetto ed un progetto esecutivo non firmato, ma suppongo dello stesso Dalaiti.
La differenza sostanziale tra i tre progetti è la pista di decollo e atterraggio per aerei.
Nel primo progetto e nella variante è posta quasi parallelamente al rettifilo di partenza della pista, mentre nel terzo progetto assume un'angolazione di 40°, dove il piazzale nord è tangente al rettifilo di partenza, mentre il piazzale sud taglia in due il curvone del circuito.
Come si potrà notare nel primo progetto i box dovevano essere costruiti a est del rettifilo di partenza, mentre a ovest, si trovano quattro tribune e l'hangar di ricovero per gli aerei.
Nella variante al primo progetto i quattro box ed una zona servizi erano stati concepiti a nord-ovest verso la Via Emilia, forse per agevolare le entrate e le uscite delle bisarche con le vetture da gara.

Stazione di servizio
Stazione di servizio
Scritta luminosa
Scritta luminosa
Hangar e la torre
Hangar e torre
Tribune
Tribune

Nel progetto esecutivo i box sono stati realizzati a ovest del rettifilo di partenza, mentre le tribune progettate erano tre, denominate: tribuna box, tribuna centrale e tribuna A. Inoltre ai lati che costeggiano la Via Emilia e la Via Formigina (poi Viale Autodromo), erano previste gradonate in terrapieno per ospitare spettatori "esclusi" dalle tribune e dai recinti tribune.
L'entrata principale dalla Via Formigina era garantita da tre grossi portoni sormontati da un'architrave e da bandiere italiane e del Comune di Modena, posti nel mezzo delle due tribune (box e centrale). Da questo ingresso che immetteva direttamente nel recinto tribune, si poteva vedere il rettifilo di partenza e lo schieramento delle vetture prima della gara.
Sulla sinistra dell'entrata si trovava il recinto box con quattro box "aperti" e un piazzale per accogliere gli automezzi delle scuderie. Più avanti, continuando verso la Via Emilia, si incontrava il "villaggio" autodromo con la torre di controllo per gli aerei, la palazzina della Direzione Gara e i due hangar atti al ricovero degli aerei, costruiti in differenti epoche.

Bar, elettrauto e  zona servizi con la torre
Bar, elettrauto e zona servizi con la torre
Panoramica delle tribune
Panoramica delle tribune
Torre di controllo
Torre di controllo

La torretta di segnalazione e cronometraggio si trovava di fronte alla tribuna centrale e garantiva una visione a 360° di tutto l'Aerautodromo. Dall'ingresso principale girando a destra, dopo la tribuna centrale, il progetto evidenziava una seconda grossa tribuna denominata "tribuna A", mai visibile in riscontri fotografici del tempo. Si pensa che la "tribuna A" venisse realizzata "alla giornata", ovvero in previsione del gran premio e poi smontata. Purtroppo su questo particolare non si hanno dati certi.
Dopo la tribuna A, continuando verso sud, si incontrava il recinto gradonate e le tre gradonate parallele alla Via Formigina. Avevano l'ingresso assicurato da cancelli sulla via citata e concludevano proprio alla variante Stanguellini. Le tre curve che creavano la variante, avevano un raggio di 20 metri e angolazioni di 54°,103°,145°, che garantivano un rallentamento alle vetture prima della curvetta a sinistra di 90°, a cui faceva seguito un breve rettilineo di 85 metri e un curvone a sinistra di 250 mt. di raggio, tagliato in due dal piazzale sud della pista di decollo dell'aerautodromo.

Veduta del piazzale Nord
Veduta del piazzale Nord
Tribuna centrale
Tribuna centrale
Rettilineo di partenza
Rettilineo di partenza
Tribune e  rettilineo
Tribune e rettilineo

Il rettifilo dopo la grande curva opposto a quello di partenza, aveva una lunghezza di 537 metri e in fondo a questo rettilineo, i piloti dovevano compiere una staccata al limite per imboccare una curva a sinistra di 15 metri di raggio, anch'essa di 90°, proprio davanti alla Caserma del 6° Campale. Imboccato poi il rettilineo di 229 metri che portava al piazzale nord, lasciando sul lato destro verso nord le gradonate della Via Emilia, i piloti proprio nel centro del piazzale, dovevano imboccare la pista di decollo larga 30 metri, dopo avere girato a sinistra e scendere verso sud, fino quasi al piazzale. Prima di questo, una boa e delle balle di paglia obbligavano i corridori ad un ritorno verso nord, compiendo in senso contrario tutta la pista di decollo, divisa in due da una lunga fila di balle di paglia fino al piazzale. Poi girando a sinistra tramite una curvetta di 15 metri di raggio, si assicuravano gli incitamenti dei meccanici e D.S. davanti ai box e gli applausi degli spettatori sulle tribune. Il giro interno è finito, pronti per altri 20,50,100 giri, quanto durava un gran premio di allora.
Tutta la pista era larga 8-10 metri e le caratteristiche tecniche del circuito erano: lunghezza km 2,306, divenuti poi 2.366 dopo le modifiche deli anni 60; mentre il giro completo (compresa la pista di decollo) era di km 3,800.

Legenda
Legenda
Panoramica del diorama
Panoramica del diorama
Planimetria del Parco Ferrari
Planimetria del Parco Ferrari

DESCRIZIONE DEL DIORAMA

La ricostruzione di un autodromo è sempre una cosa complessa dal punto di vista modellistico, se si considerano le componenti contenute in esso e la scala di ricostruzione. In questo caso si è scelta la scala 1/500, ovviamente per ridurne gli ingombri di massima.
Proprio in quest'ottica si è riprodotta l'area dell'impianto sportivo in 2 metri per 1,20.
La scelta dei materiali è stata indirizzata al contenimento del peso, viste le misure di realizzazione, preferendo ad altri materiali legno e apposito cartone per costruzioni. Il multistrato da 5mm si è rivelato eccellente allo scopo, dopo una preventiva "nervatura" ha assunto caratteristiche di robustezza e leggerezza. Un profilo in legno ne ha delimitato i lati, introducendo una sede opportuna per il ricevimento di una copertura in policarbonato. Uno dei problemi corstruttivi era rappresentato dalle quote tridimensionali, ovvero le altezze delle strutture, avendo a disposizione solo larghezza e lunghezza riportate sul disegno di progetto.
Il sistema di rapporto uomo/struttura, descritto nella sezione realizzare un diorama, ha risolto lo "spinoso" problema, dando un aspetto reale alla scala di riproduzione e al diorama nel suo aspetto finale. Tutta la parte "a verde"
si è ottenuta applicando erba sintetica a strati, dopo una preventiva base di segatura passata al setaccio, usufruendo così solo di quella di sezione indicata, dando il rilievo desiderato al prato. Una mano di colore con l'ausilio di un buon aerografo ha completato l'opera. Le tribune sono state realizzate con della rete metallica di idonea sezione, simulando così i tubolari con cui erano costruite e rivestite come indicato dalle fotografie d'epoca. Si è volutamente creato un effetto di invecchiamento di tutto il diorama, usando tecniche in voga negli anni 50; ossia la ricostruzione completamente manuale di tutte le sue porzioni senza l'ausilio di macchine elettriche specifiche. Così sono state riprodotte le lettere della dicitura "AERAUTODROMO DI MODENA", tagliate a traforo, stuccate e verniciate. La legenda per motivi di grandezza delle lettere contenute in 10 mm, difficilmente riproducibili a mano senza l'ausilio di un pantografo, ha obbligato l'applicazione di lettere adesive, bloccate poi da una mano di fissante.
Una certosina cura dei particolari è stata richiesta per il completamento del diorama, anche se la scala di riproduzione ha lasciato minime possibilità d'intervento sui piccoli particolari che si è comunque provveduto ad inserire evidenziando gli apetti salienti in tutto il diorama.
La soddisfazione è di avere riportato "in vita" seppur in scala, un autodromo che ha visto correre nomi di rilievo dell'automobilismo anni 50-60, in una città dove automobili e motori, hanno fatto scuola in Italia e nel Mondo. Modena: terra di motori.... MfB


ModelfoxBrianza ringrazia Giancarlo Benatti per la consulenza storica e l'Assessore alle Politiche per il Centro Storico e la qualità urbana, Lavori Pubblici e Patrimonio, Stefano Bonaccini del Comune di Modena per l'interessamento alla ricostruzione in scala dell'Aerautodromo.
 



pagina pubblicata il 20/5/2004







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