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Uomini in Rosso - Modelfoxbrianza.it


Uomini in Rosso: Ferrari Management - Modelfoxbrianza.it


In queste tabelle sono riportati i nomi e le cariche rivestite nell'ambito dell'Azienda Ferrari ad esclusiva motivazione storica. Passando in rassegna Presidenti, Amministratori Delegati, Direttori Sportivi, Tecnici che hanno lavorato per la Ferrari, partendo dalla Scuderia Ferrari di Modena, si leggono nomi importanti, nomi che richiamano avvenimenti e storie che hanno strutturato questa Azienda fin dalla sua fondazione. Ci è sembrato giusto ricordarli tutti.




Passato e Presente in Ferrari



PRESIDENTI
AUTO AVIO COSTRUZIONI
Enzo Ferrari
1.9.1939 - 30.6.1960
S.E.F.A.C.*
Enzo Ferrari
23.5.1960 - 12.11.1965
FERRARI S.E.F.A.C.
Enzo Ferrari
13.11.1965 - 19.3.1977
Nicola Tufarelli 10.6.1978 - 20.6.1980
Giovanni Sguazzini 26.6.1980 - 31.1.1984
Vittorio Ghidella 31.1.1984 - 16.12.1988
FERRARI SPA
FERRARI NV
(24.5.2013))
Piero Fusaro
23.12.1988 - 15.11.1991
Luca di Montezemolo 15.11.1991 - 12.10.2014
Sergio Marchionne 13.10.2014 - 21.7.2018
John Elkann dal 21.7.2018


VICEPRESIDENTI
FERRARI S.E.F.A.C.
FERRARI SPA
FERRARI NV
Piero Ferrari dal 8.6.1988

AMMINISTRATORI DELEGATI
Enzo Ferrari
15.11.1961 - 8.5.1968
Francesco Bellicardi
3.9.1969 - 25.6.1976
Giovanni Sguazzini
25.6.1976 - 6.6.1986
Giovanni Battista Razelli
3.12.1988 - 11.4.1989
Piero Fusaro
8.5.1989 - 5.11.1991
Luca di Montezemolo
15.11.1991 - 25.10.2006
Jean Todt
25.10.2006 - 18.3.2008
Amedeo Felisa 18.3.2008 al maggio 2016
Sergio Marchionne maggio 2016 - 21.7.2018
Luis Carey Camilleri dal 21.7.2018


* Una nota curiosa è riferita alla denominazione S.E.F.A.C. ( SOCIETA' ESERCIZIO FABBRICHE AUTOMOBILI E CORSE).
Ai tempi circolava una storia su questa ragione sociale, che la diceva lunga sulle idee di Enzo Ferrari, ovvero:

"SEMPRE ENZO FERRARI ANCHE CAMBIANDO"



Tabella ripilogativa delle cariche di Direttore Gestione Sportiva (GeS) - Direttore Sportivo - Direttore Tecnico - Progettista divise per anno, passando per Società Anonima "Scuderia Ferrari" (S.A.S.F.) - Auto Avio Costruzioni (A.A.C.) S.E.F.A.C. - Ferrari S.E.F.A.C e Ferrari S.p.A.


Legenda:
DS Direttore sportivo
DGeS Direttore Gestione Sportiva
DT Direttore Tecnico
TM Team Manager


Nominativo
Direttori Tecnici e Progettisti
Direttori Sportivi e GeS
-
Vittorio Jano
1923 /A.R.- 1938 /S.A.S.F.
-  
Saracco Ferrari
-
1930 - 1931 /S.A.S.F.
Mario Lolli 
-
1932 - 1933 /S.A.S.F.
Federico Giberti 
-
1934 /S.A.S.F. e 1947 - 1951 / S.E.F.A.C.
Alberto Massimino
1938 /S.A.S.F. - 1944 /A.A.C.
-  
Giuseppe Busso
1946-1947 / S.E.F.A.C.
-  
Gioachino Colombo
1948 - 1950
-  
Aurelio Lampredi
1950 - 1955
-  
Nello Ugolini   -    
1934 - 1939 e 1952 - 1955
Eraldo Sculati  -    
1956
Girolamo "Mino" Ferrari Amorotti  -    
1957 
Andrea Fraschetti
1956 - 1957
-  
Carlo Chiti
1958 - 1961
-  
Romolo Tavoni -    
1957 - 1961
Mauro Forghieri
1962 - 1971 / 1973 - 1984
-  
Eugenio Dragoni -    
1962 / S.E.F.A.C.- 1966 /FERRARI S.E.F.A.C.
Franco Lini -    
1967
Franco Gozzi -    
1968 - 1970
Peter Schetty -    
1971 - 1972
Alessandro Colombo
1971 - 1973
1973
Luca di Montezemolo
-
1973 - 1975
Guido Rosani - Daniele Audetto
-
1976
Roberto Nosetto
-
1977
Marco Piccinini
-
1978 - 1988 / FERRARI S.P.A.
John Barnard
1987 - 1990 / 1992 - 1996
-  
Pier Giorgio Cappelli
1988
1988
Cesare Fiorio
-
1989 - 1991 (DS)
1990 - 1991 (DGeS)
Claudio Lombardi
-
1991 (DS)
1991 - 1992 (DGeS)
Sante Ghedini
-
1992 - 1993 (DS)
Jean Todt
-
1993 - 2006 (DS)
dal 2008 lascia cariche sportive
Harvey Postletwaite
1984 - 1987 / 1992 - 1993
1993 (DGeS)
Enrique Scalabroni
1990 - 1991
 
Gustav Brunner
1986-1987 / 1993 - 1997
-  
Aldo Costa
dal 1995 progettista e resp.di progetto
dal 2008 al 2011 (DT)
-  
Nikolas Tombazis
Chief Designer dal 2006
2015
Ross Brawn
1997 - 2006
-  
Rory Byrne
1999 - 2005 (*2006/2008 consulente)
-  
Stefano Domenicali
-
2002 - 2007 (DS)
2008 - 2014 (DGeS)
Mario Almondo
2007 (DT)
dal 2008 Direzione Operativa
-
Luca Baldisserri  
2008-2009 Team Manager e Resp. Pista
Chris Dyer  
2009-2010 TM
Massimo Rivola  
2009 - 2016 TM
Pat Fry
2010 (DT) - 2013 - Direzione Ingegneria
James Allison
2013 -27/7/2016 - Direttore Tecnico
 
Mattia Binotto
27/7/2016 - Direttore Tecnico
dal gennaio 2019 (DGeS)
Marco Mattiacci  
aprile - novembre 2014 (DGeS)
Maurizio Arrivabene  
novembre 2014 - gennaio 2019 (DGeS)
Laurent Mekis
dal novembre 2018 TM
Nominativo
Direttori Tecnici e Progettisti
Direttori Sportivi








Tutta l'attività sportiva della Casa di Maranello, è diretta da una figura carismatica, a volte non invidiata dagli addetti ai lavori, quella del DS o direttore sportivo. Questa figura oltre alla responsabilità di gestire la squadra corse fino alla fine degli anni '80, riferiva a Ferrari in persona, oltre che per telefono alla fine di ogni gara, anche nella riunione del dopo corsa del lunedì, nella famosa stanza "degli errori", dove Ferrari conservava un armadio ad ante in vetro, con esposti in bella mostra pezzi di vetture da GP che avevano avuto il "disonore" di far perdere una gara ad una delle sue vetture.
 

Scorriamo brevemente i nomi degli "eletti" a tale carica, iniziando dal 1931 con la Scuderia Ferrari di Modena.

Il primo DS della Scuderia Ferrari fu Saracco Ferrari, parente stretto del futuro Commendatore, o "Commàndator" come venne più avanti soprannominato dopo la guerra Ferrari. Saracco Ferrari venne chiamato a dirigere il reparto motociclistico della S.A.Scuderia Ferrari dal 1932 al 1934, anni in cui il reparto a due ruote, faceva parte dell'attività sportiva della Scuderia. Saracco Ferrari proveniva dalla gestione sportiva della Scuderia, per la quale fece anche da DS dal 1930 al 1931. Erano gli inizi dell'esperienza di Ferrari tramite la gestione sportiva delle vetture Alfa Romeo. Nel 1932 e 1933, Saracco Ferrari cedette il posto di DS a Mario Lolli.

Il Cavalier Federico Giberti subentrò nella gestione sportiva della Scuderia come DS a Mario Lolli nel 1934 e ne riprese le redini dal 1947 al 1951. Giberti è stato l'uomo che ha collaborato per 51 anni con Ferrari, entrando in Scuderia nel novembre 1934 in qualità di tecnico. Dpo essersi diplomato perito industriale, inizia a lavorare alla OCI, azieda consociata Fiat produttrice di trattori. Grazie anche al grado di parentela con Renzo Orlandi e alle raccomandazioni dell'Ing.Gorrini, viene ammesso alla corte di Maranello. Collaborò con il Cavalier Bazzi ai lavori di modifica dell'Alfa P2 e alla realizzazione della famosa Alfa Bimotore. Fu allievo disegnatore di Gioachino Colombo e con lui nel 1936 sviluppò l'Alfa 158. Seguì poi Nello Ugolini sui campi di gara, facendosi quell'esperienza che gli servì quando il "maestro" andò alla Fiornentina Calcio, lasciando a Giberti il compito di condurre la gestione sportiva della Ferrari in qualità di primo direttore sportivo della Casa del Cavallino rampante. La più grossa soddisfazione Giberti l'ebbe quando il 15 luglio 1951, la Ferrari battè l'Alfa Romeo con Gonzalez. Rientrato Ugolini nel ruolo di direttore sportivo, Giberti divenne a tutti gli effetti uomo di fiducia di Enzo Ferrari, accompagnandolo nelle "missioni" più delicate, come l'incontro di Tortona con Pininfarina, l'"affare" FORD e l'accordo con la Fiat del 1969.
Nel 1961 assieme a Giotto Bizzarrini (responsabile reparto esperienze), Carlo Chiti (capo ufficio tecnico e progettazione), Ermanno Della Casa (direttore amministrativo), Fausto Galassi (capo fonderia), Gerolamo Gardini (direttore commerciale), Enzo Selmi (capo del personale) e Romolo Tavoni (direttore sportivo), fu uno dei partecipanti al famoso"divorzio degli otto", conclusosi con il rientro in fabbrica dopo trenta giorni dello stesso Giberti e di Ermanno Della Casa.


Saracco Ferrari (a destra) con Ferrari e Taruffi
Saracco Ferrari (a destra) con Ferrari e Taruffi

Federico Giberti con Enzo Ferrari, Ascari e  Aurelio  Lampredi
Federico Giberti (in piedi) con Enzo Ferrari
Alberto Ascari e Aurelio Lampredi


Dal 1932 al 1937 venne nominato segretario e poi DS della S.A.Scuderia Ferrari il "maestro" Nello Ugolini, considerato il capostipite della figura di Direttore Sportivo. Entra nella Scuderia Ferrari nel 1932 come segratario di Enzo Ferrari. Successivamente nel 1934 viene nominato direttore sportivo della Scuderia. Di lui parlano bene i piloti, è dotato di buona dialettica, oltre ad essere un'abile cronometrista che in più occasioni ha messo in ombra i cronometristi ufficiali. Sono gli anni del Record del Miglio lanciato di Nuvolari (1935), della vittoria al Gran Premio di Germania al Nurburgring, sempre con Nuvolari e della vittoria alla Coppa Vanderbilt del 1936. Questo è il periodo più fiorente della Scuderia Ferrari e il "maestro" amministra al meglio, ovviamente sotto il controllo diretto di Ferrari le trasferte, le gare e tutto il contorno delle stesse. Dopo lo scioglimento della Scuderia Ferrari, nel 1939 l'Alfa Romeo lo nomina DS della neonata Alfa Corse. Dal 1940 al 1945 continua la sua collaborazione con l'Alfa Romeo in qualità di Capo del Personale.
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, congela le posizioni di auto e uomini e dal 1947 al 1951 il posto di Ugolini, viene ripreso da Federico Giberti (sopra).
Nel frattempo Ugolini è al Modena Calcio e poi alla Fiorentina. Vi rimase fino al 1952, anno in cui rientra come DS in Ferrari e con lui la Ferrari vince due titoli mondiali con Alberto Ascari. Il maestro" rimane a Maranello fino al 1955, per passare poi alla cugina-nemica Maserati (1956-1957), assumendo la direzione del reparto corse della Casa del Tridente. Nel 1958 è al Bologna Calcio, poi al Torino. Giovanni Volpi di Misurata lo convince a dirigere la Scuderia Serenissima e in contemporanea il Venezia Calcio. Passa poi nel 1965 alla Scuderia Filipinetti dove rimane fino al 1969, per passare poi alla De Tomaso nel 1970 nelle vesti di Direttore generale dell'azienda, prima di ritirarsi a vita privata nel 1976.

Eraldo Sculati di professione giornalista, ha l'onore di accompagnare come direttore sportivo la Ferrari o meglio la S.E.F.A.C. nel 1956 alla conquista del terzo titolo mondiale con Juan Manuel Fangio. Sculati è persona buona, ma non un grande spirito di sopportazione, sprito che in quei tempi a Maranello non doveva mai mancare. Fondò nel 1958 la rivista Autorama, della quale fu il primo direttore.


Nello Ugolini con Juan  Manuel Fangio
Nello Ugolini con Juan Manuel Fangio
Eraldo Sculati
Eraldo Sculati Ds Ferrari nel 1956


L'ingegnere modenese Girolamo Ferrari Amorotti, detto Mino, persona tranquilla, signorotto dei bei tempi, proprietario terriero e amico personale del Commendatore, è rimasto in Ferrari per dal 1953 al 1960, ricoprendo la carica "pura" di DS solo nel 1957, in sostituzione di Eraldo Sculati. Amorotti è presente sui campi di gara già dal 1954 ed è l'unica persona che può dire a Ferrari quello che vuole, in maniera schietta, ascoltato sempre seriamente dal "Capo". Ricco di famiglia, si diceva lavorasse gratis per Ferrari, escluse le spese di trasferta. La sua frase più ricorrente: "lo faccio per passione".

Il ragioniere Romolo Tavoni si forma in Ferrari dove entra nel gennaio 1950 ed è forse il DS più "tartassato" dal Commendatore. Mandato sui campi di gara in aiuto a Mino Amorotti, almeno per quanto riguarda la parte amministrativa dei contratti, gli succede dal 1957 all'ottobre 1961, quando con altri sette dirigenti, abbandona la Ferrari, a cui nello stile fi Ferrari, il 26 ottobre 1961, fa seguito la lettera di licenziamento per lui e gli altri sette che osarono scrivere la famosa lettera, cercando di evidenziare le non più sopportabili sfuriate della signora Laura Garello, moglie di Ferrari. Entrato in fabbrica proveniente dal Credito Italiano e prima ancora (1946-1949) dalla Maserati, ha avuto l'onore e l'onere di divenire segretario personale di Enzo Ferrari. Con Romolo Tavoni la Ferrari ha vinto il Campionato del Mondo di F1 nel 1958 e nel 1961 anche il Costruttori di F1 - vinse il Campionato del Mondo Costruttori Sport nel 1957, 1958, 1960 e 1961, tre volte la Coppa di F2 nel 1958, '59, '60 e quattro volte la Coppa per vetture Gran Turismo dal 1957 al 1961. Tavoni è il direttore sportivo ad avere pianto la morte di Musso, Collins, Castellotti, Hawthorn, De Portago e von Trips, facevano parte dell squadrone Ferrari durante la sua permanenza a Maranello.
Nel 1964 è consigliere dell'Ufficio Sportivo dell'Automobile Club di Milano, vice-segretario nazionale della C.S.A.I. - Commissione Sportiva Automobilistica Italiana. Dal 1972 è alla SIAS, la società che gestisce l'Autodromo Nazionale di Monza in qualità di dirigente e responsabile di pista, di cui dal 1983 fino al 1992 è anche direttore di gara per il Gran Premio d'Italia di Formula Uno. Per i suoi trascorsi nel mondo delle corse, oggi Romolo Tavoni è spesso ospite di trasmissioni sportive.
Mino Amorotti tra Ferrari e il Cav.Bazzi
Mino Amorotti tra Ferrari e il Cav.Bazzi
Romolo Tavoni con Mike Hawthorn
Romolo Tavoni con Mike Hawthorn

Eugenio Dragoni secondo Enzo Ferrari fu "un esempio raro di adamantina, disinteressata dedizione allo sport". E non è una frase da poco detta da Ferrari.
In gioventù ha qualche esperienza coma pilota, ma la sua inclinazione lo porta a "organizzare lo sport", piuttosto che continuare a farne parte attiva come pilota. Nel 1951 fonda con altri quattro soci: Elio Zagato, Alberto Della Beffa, Franco Martinengo e Alessandro Zafferri, la Scuderia Sant'Ambroeus, scuderia milanese con l'intenzione di fare correre giovani piloti italiani e accompagnarli verso il soglio della F1 e magari vincere un campionato del mondo, sogno sempre accarezzato da Dragoni. Con Dragoni nasce la meteora Baghetti e Dragoni riesce ad ottenere da Enzo Ferrari nel 1961 una vettura (156 F1) che gestirà la FISA ( Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche), associazione fondata nel 1953 dallo stesso Dragoni.
Nel 1962 è alla Ferrari nel ruolo di Direttore Sportivo e da buon italiano punta su di un pilota di origini libiche, ma italianissimo nella stirpe: Lorenzo Bandini. Con Surtees formano la coppia per il 1963, dopo l'infortunio occorso a Mairesse a metà stagione, coppia che vincerà il titolo piloti e costrutori nel 1964.
Ma Surtees incomincia a soffrire la presenza di Eugenio Dragoni e della sua incline posizione verso "gli italiani". Il fatto clou della spiacevole situazione creatasi, avviene dopo il GP di Montecarlo del 1966. Surtees dopo avere preteso di provare tutte tre le Ferrari della Scuderia, si classifica solo quarto in gara e nella riunione del lunedì a Maranello, le versioni dei fatti tra DS e piloti è abbastanza contrastante. Dragoni afferma che "quando c'è un cancro nella squadra, bisogna estirparlo", lanciando pubbliche accuse al pilota inglese, reo secondo lui, di avere passato al socio Eric Broadley dei progetti atti alla costruzione della Lola Sport, che assomigliava in molti particolari alla Ferrari Sport che la Casa impiegava nel Mondiale. Ma pesava molto anche il fatto che Surtees l'anno precedente, aveva partecipato ad una gara Can-Am a Mosport in Canada guidando una Lola e subendo durante la gara un incidente che gli costò un fermo dell'attività agonistica. Ferrari che non è tipo da "piede in due scarpe", prende una sua decisione e al gran premio successivo invia Franco Gozzi, accompagnato dall'editore Luciano Conti e dal giornalista Marcello Sabbatini sul tracciato di Spa-Francorchamps per "licenziare" Surtees, che guarda caso vince il gran premio, superando al penultimo giro la Cooper-Maserati di Rindt. Gozzi chiama subito Maranello e annuncia la vittoria. Ferrari sospende "l'esecuzione" di Surtees fino a data da destinarsi, ovvero una settimana dopo. Siamo alla 24 Ore di Le Mans: Eugenio Dragoni vede Surtees seduto nella vettura di Scarfiotti e lo attacca duramente: "Cosa fai seduto su di una vettura che non è la tua?" Surtees guarda Dragoni attonito e cerca spiegazioni. La risposta di Dragoni alle richieste di Surtees, si concluse con un "Basta! Tu con le corse hai chiuso". Surtees venne sospeso e un'ora dopo, definitivamente licenziato dalla Ferrari che con quella decisione, si giocò il sicuro Campionato del Mondo 1966.
Con Dragoni la Ferrari vinse il Titolo Piloti e Costruttori di F1 nel 1964, il Campionato Internazionale Costruttori Gran Turismo >2.000 cc (gruppo III) nel 1962-1963-1964, il Trofeo Internazionale Prototipi GT fino a 3.000 c.c. e il Trofeo Internazionale Prototipi GT oltre i 3.000 c.c. nel 1963 e il Trofeo Internazionale Prototipi GT nel 1965.
In contemporanea, dal 1963 al 1968, Dragoni è Presidente della Federscuderie e promuove misure di sicurezza per vetture e piloti. Nel 1974 è direttore sportivo della "nazionale giovanile" all'Europeo di F2 e sempre quell'anno partecipa alla 1000 Km di Monza come Commissario di percorso. Una crisi cardiaca lo coglie "sul campo" subito dopo la partenza.

Franco Lini nel 1967 fu il giornalista-Direttore sportivo della Ferrari, con "incarichi speciali" atti a risanare i rapporti tra Ferrari e giornalisti, rapporti non sempre ottimi. Lini arriva a Maranello alla fine del 1966 in sostituzione di Eugenio Dragoni, dopo essere stato inviato de l'Auto Italiana e corrispondente de L'Equipe. Un giornalista stimato nell'ambiente dell'automobilismo sportivo, al punto che Ferrari, ottimo conoscitore di talenti e di uomini, lo vuole alla guida della direzione sportiva. Franco Lini fu l'artefice del famoso "arrivo in parata" a Daytona il 5 febbraio 1967, decretando una pesante sconfitta della Ford in terra d'America e portando la fotografia, che fece il giro del mondo nel mito. Purtroppo non furono importanti i successi di Lini in F1 come nella categoria Sport, questo indipendentemente dalle sue qualità di direttore sportivo, messe a dura prova anche dalla morte di Lorenzo Bandini a Montecarlo. Con Franco Lini la Ferrari vinse il Campionato Internazionale Costruttori Sport-Prototipo oltre 2000 c.c., la 24 Ore di Daytona e la Temporada Argentina di F2.

Eugenio Dragoni e John Surtees
Eugenio Dragoni e John Surtees
Franco Lini (a sinistra) con Enzo Ferrari,
Franco Lini (a destra ) con Enzo Ferrari,
Mario Poltronieri e Franco Gozzi

Franco Gozzi è stato l'uomo che ha vissuto più da vicino Enzo Ferrari, essendo stato segretario personale, Capo Ufficio Stampa e Direttore Sportivo della Casa del Cavallino rampante. Descrivere Franco Gozzi in poche righe è difficile, visto gli anni passati in Ferrari, anni che iniziarono nel 1959 dopo una laurea in legge e un breve tirocinio in uno studio notarile. Gozzi comincia a correggere lettere, a riscriverle, a ritoccare comunicati che Ferrari stesso avrebbe letto. L'anno dopo Gozzi diventa responsabile dell'ufficio stampa della Ferrari, ufficio voluto espressamente da Enzo Ferrari e tutto sarà vistato da lui prima di essere emesso dalla Casa. Incomincia a girare i circuiti di tutto il mondo, affiancando Romolo Tavoni, osservatore speciale di Enzo Ferrari, a cui riporta puntualmente ogni cosa. Dopo il grande "divorzio" degli otto dirigenti nel 1961, Gozzi diventa anche segretario personale di Ferrari. Dopo l'abbandono di Franco Lini nel 1968, Gozzi ha l'occasione per diventare Direttore Sportivo, carica che manterrà a tutto il 1970, prima di lasciare il posto a Peter Schetty e continuare nel suo ruolo di portavoce di Enzo Ferrari.
Come Direttore Sportivo Gozzi può vantare nel suo palmarès un titolo di Campione Europeo della Montagna con Schetty (1969); una Temporada Argentina con De Adamic (1969); la 12 Ore di Sebring con Giunti-Vaccarella-Andretti (1970); e diversi Gran Premi di F1 con Ickx e Regazzoni. Toccò a lui nel 1966 (come addetto stampa e non come DS) tentare di comunicare a Surtees il licenziamento dalla Casa di Maranello. Franco Gozzi muore a Modena il 23 aprile 2013.

Peter Schetty è stato il Direttore Sportivo con due lauree, una in Economia e una in Scienze Politiche e quattro lingue correttamente parlate. A volte inflessibile e rigido nel fare rispettare la disciplina dentro e fuori i box, ricoprì il ruolo di DS nel 1971 e 1972. Schetty fu anche un ottimo pilota "scalatore", qualità che gli permise di vincere il titolo Europeo della Montagna nel 1969 con la Ferrari 212E, dopo avere corso per la Abarth. Di lui Enzo Ferrari disse che la sua vera destinazione era quella di fare l'industriale, "mestiere" da cui proveniva e a cui sarebbe ritornato dopo la parentesi durata sei anni nel mondo delle corse automobilistiche, passione iniziata nel 1961 a bordo di una Volvo alla cronoscalata di Friburgo. Passò poi nel 1967 all'Abarth per due anni, classificandosi terzo nell'Europeo della Montagna del 1967. E' nel settembre del 1970 che diventa DS della Squadra Corse Ferrari, dopo avere concluso la carriera di pilota a Watkins Glen l'11 luglio di quell'anno, restando anche un valido collaudatore in seno alla Ferrari. Anche per Schetty come per Lini e Gozzi, i maggiori successi arrivano dalle ruote coperte, categoria che gli permette di vincere come DS il Campionato del Mondo Marche Sport nel 1972. A Peter Schetty nel 1973 fa seguito l'Ing. Alessandro Colombo.

 
Franco Gozzi tra Piero Ferrari e Mario Andretti
Franco Gozzi tra Piero Ferrari e Mario Andretti

Peter Schetty

Luca di Montezemolo
-
Direttore Sportivo Ferrari dal 1973 al 1975 (si veda la pagina dedicata)
 

Chiamato nel 1976 a Maranello in sostituzione, dopo il ritorno alla FIAT di Luca di Montezemolo, Guido Rosani coadiuva Daniele Audetto nella Gestione Sportiva della Ferrari.


Per Daniele Audetto i motori hanno sempre rappresentato qualcosa di unico, di insostituibile. Incomincia con i Rally e precisamente il Rally dei Fiori, dove Audetto tenta l'avventura con la vettura del padre, naturalmente "presa in prestito" e come sempre, succede l'inevitabile incidente contro un muro. Corre poi con Brescianelli, con Renato Ronco e con Ballestrieri ottiene il secondo posto assoluto sia al Rally dell'Elba che nel Campionato Italiano Rally del 1968. Fa copia con Sandro Munari e vince il Rally delle Alpi Orientali del 1969. Continua a correre nei Rally finchè nel 1971 corre con Luca di Montezemolo in due gare. Nasce così un sodalizio sportivo e umano che vedrà Daniele Audetto divenire prima assistente di Cesare Fiorio alla Lancia, con la vittoria di tre Campionati Rally, nel 1972, 1973 e 1974 e poi la chiamata in Ferrari come assistente dello stesso Montezemolo, conquistando così il Campionato Mondiale Piloti con Lauda e il Campionato del Mondo Costruttori con la 312 T. Lasciato l'incarico di DS, Montezemolo ritorna alla FIAT e lascia il timone proprio a Daniele Audetto. Il 1976 è un anno amaro per la Ferrari, sia per l'incidente di Niki Lauda, che per il ritiro al Monte Fuji, che consegna di fatto il titolo di Campione del Mondo a James Hunt su McLaren, lasciando alla Ferrari solo quello Costruttori. Finito il periodo in Ferrari, Audetto diventa Direttore delle Attività Sportive del Gruppo FIAT, Direttore di Film-Go Abarth, Lamborghini e Lamborghini Engineering, tra il 1977 e il 1988. Nel 1994 Audetto passa alle due ruote come Direttore Generale della Flamini Group, con incarichi nel Campionato Mondiale Superbike e Direttore Commerciale e Marketing della Tom Walkinshaw Group dal 1996. E' tutt'ora presente nel mondo delle competizioni, collaborando con il Team di F1 Super Aguri Suzuki.

Luca di Montezemolo con Lauda e Regazzoni
Luca di Montezemolo con Lauda e Regazzoni
Daniele Audetto con Niki Lauda
Daniele Audetto con Niki Lauda


Con Roberto Nosetto Direttore Sportivo Ferrari nel 1977, la Squadra Corse vince il Titolo Piloti di F1 con Lauda e il Titolo Costruttori F1 con la 312 T2. Ingegnere meccanico laureatosi al Politecnico nel 1968, Nosetto inizia la sua carriera come assistente della Cattedra di Costruzione automobili. Entra a far parte della CSAI e dal 1969 al 1976, si occupa come responsabile di regolamenti tecnici, di norme di sicurezza per piloti e circuiti che sapientemente progetta in Italie e all'estero, assieme allo studio dei regolamenti sportivi di tutte le categorie automobilistiche. Rappresenta l'Italia presso la CSI (Commissione Sportiva Internazionale) e poi nella Commissione Tecnica e Sicurezza della FISA (Federazione Internazionale Sport Automobilistico), oltre che ricoprire la carica di Ispettore di circuito. A fine 1976 Enzo Ferrari lo chiama a Maranello viste le sue competenze in tema di sicurezza e circuiti, per dirigere la Squadra Corse per il 1977, anno di gloria per la Ferrari.
Niki Lauda nel suo libro Protokoll del 1977 (ed.italiana "I miei anni con Ferrari" 1979), descrive in maniera singolare Roberto Nosetto. Scriverà Lauda: (omissis)... la Ferrari, insomma, era la sua ragion d'essere. E' un uomo che sacrificherebbe totalmente se stesso per la Ferrari...(omissis)....Nosetto, per me, era anche peggio di Audetto perchè era così superstizioso che si vestiva esclusivamente di verde, possibilmente dalla testa ai piedi. L'unico limite che gli veniva imposto, era la divisa della scuderia Ferrari (con la giacca a vento gialla). Quando lo guardavo vedevo soltanto verde...(omissis)... Prima della partenza (GP di Svezia 1977), quando avevo già preso posto nella mia vettura, pronto a partire, Nosetto si chinò su di me con l'intenzione di mettermi nell'abitacolo un pezzetto di stoffa verde. Disse: "Porta fortuna", con questo potrai vincere". Gli urali in faccia: "Ringrazia che mi hanno già allacciato le cinture di sicurezza, altrimenti ti ammazzerei!".
Nel 1978 si avvicenda con Marco Piccinini e diviene Direttore della Pista di Fiorano, incarico che ricopre fino alla fine del 1979, oltre ad essere assistente personale di Enzo Ferrari, carica legata alle relazioni con FOCA e FISA.
Dal 1980 al 1989 Roberto Nosetto è Direttore dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, contribuendo in maniera fattiva alla riammodernizzazione degli impianti. Collabora con Bernie Ecclestone dal 1989 al 1991 e in contemporanea fino al 1992 è Direttore della Commissione F1 della FISA, collaborando con Jean Marie Balestre. Nosetto verrà a mancare il 21 febbraio 2013.


Un vero record di permanenza in Ferrari lo ha stabilito Marco Piccinini , direttore sportivo dal 1978 al 1988, succedendo alla troika del 1977, composta da Mauro Forghieri, Sante Ghedini e Roberto Nosetto. Piccinini ha vissuto da vicino gli ultimi anni di Ferrari, del quale è stato confidente e consigliere ascoltato. La sua permanenza coincide con la vittoria di un Titolo Piloti di F1 nel 1979 e tre Titoli Costruttori di F1 nel 1979-1982-1983.
Incomincia ad interessarsi di politica sportiva nel 1973, partecipando ai lavori di riorganizzazione della CSAI e si adopera per una mediazione tra Ferrari e FOCA. Ferrari lo chiama a Maranello alla fine del 1977 per svolgere i ruoli precedentemente descritti direttamente per lui, oltre che sovraintendere la squadra corse, i rapporti con la stampa, gli sponsor e non ultimi i piloti. E' nel 1978 che Piccinini partecipa al suo primo gran premio, quello di Argentina, in qualità di direttore sportivo.
Vive in prima persona i noti fatti del 25 aprile 1982 a Imola, dove per una inconprensione Villeneuve e Pironi terminarono la loro solida amicizia. La squadra corse è totalmente nelle mani di Piccinini. Il forte potere, le sue eleganti maniere, sono ascoltate in modo preferenziale da Enzo Ferrari negli anni della sua vecchiaia, a tal punto da suggerire e poi scegliere personalmente i futuri piloti del Cavallino. Ha un ruolo fondamentale all'interno della FOCA ( Formula One Constructors Association) e nella stipulazione del Patto della Concordia degli anni 80. Piccinini rimane in Ferrari come DS fino alla morte di Enzo Ferrari, lasciando il suo incarico a Piegiorgio Cappelli, Pierpaolo Gardelle e Franco Gozzi. Rimane nel Consiglio di Amministrazione della Ferrari e nel 1994 è Presidente della CSAI, carica poi abbandonata in polemica con la FIA.

Roberto Nosetto con Gilles Vileneuve
Roberto Nosetto con Gilles Vileneuve
Marco Piccinini, Forghieri, Enzo Ferrari
Marco Piccinini, Forghieri, Enzo Ferrari
e i piloti 1979 Sheckter e Villeneuve

Piergiorgio Cappelli è DS nel periodo più buio della storia Ferrari: la morte del Suo Fondatore. Subentra nel 1988 a Marco Piccinini nel ruolo di Direttore Generale del Reparto Corse, ruolo voluto dai vertici FIAT, in un'annata che vede la McLaren-Honda dominare il Campionato del Mondo. Cappelli non ha vita facile e così nel marzo 1989, viene sostituito da Cesare Fiorio alla guida della GES.

Cesare Fiorio è figlio d'arte di Sandro Fiorio, Capo Ufficio Stampa e PR della Lancia e quindi, non fatica nell'inserimento nel mondo delle corse. A soli 22 anni è il nuovo Campione d'Italia nella categoria Gran Turismo di 1150 c.c. Laureatosi in Scienze Politiche, nel 1963 dirige l'attività agonistica di Casa Lancia e lascia un'impronta indelebile nella creazione della HF Squadra Corse. Nascono la Stratos, la Delta nelle sue diverse tipologie da Rally e i prototipi LC1 e LC2. Nel 1972 Cesare Fiorio è Direttore marketing della Lancia, oltre che responsabile dell'attività sportiva del Gruppo FIAT nel 1977 e dieci anni più tardi anche della Squadra Corse Alfa Romeo. Fiorio ha un palmarès d'eccezione che va dai titoli Mondiali Marche, a quello Piloti, ai Campionati d'Europa fino ai titoli Mondiali Endurance. Nel 1989 il passaggio alla Ferrari in veste di DS e al debutto prima vittoria con Mansell nel GP del Brasile e poi Ungheria e Portogallo con Berger. Nel 1990 sfiora il titolo Mondiale Piloti con Alain Prost e getta le basi nel 1991 per un accordo con Ayrton Senna. Malgrado tutto, Fiorio viene esonerato dall'incario a metà stagione dai vertici della Casa. Nel 1992 è skipper di Destriero, conquistando il Nastro Azzurro. Il richiamo della F1 è forte e Fiorio nel 1994 rientra nel Circus come Diresstore Sportivo della Ligier, a cui fa seguito nel 1996 un contratto di consulenza per il Team Forti.

Claudio Lombardi
si laurea in ingegneria all'Università di Bologna, quindi viene assunto al Centro Ricerche FIAT, dove sviluppa studi per la Lancia. Nel 1991 Cesare Fiorio passa il testimone a Claudio Lombardi, dopo i dissapori con Alain Prost. Con l'arrivo a Maranello di Luca di Montezemolo nell'estate 1992 Lombardi è destinato al ruolo di direttore tecnico, lasciando la GS a Sante Ghedini. Lombardi con l'arrivo di Barnard, viene spostato un'altra volta alla direzione reparto motori. A Lombardi dal 1992 al 1993 succede Sante Ghedini. Sono gli anni della "ricostruzione" della GeS, voluta fortemente dal Presidente Montezemolo e Ghedini occupa un periodo di transizione prima dell'arrivo di Jean Todt. A termine mandato come direttore sportivo Ferrari, Sante Ghedini diverrà direttore dell'Autodromo del Mugello, oltre che ricoprire la carica di Vice Presidente CSAI - "Circuiti Sicurezza".

Cesare Fiorio
Cesare Fiorio
Claudio Lombardi
Claudio Lombardi

A metà del 1993, Luca di Montezemolo chiama a Maranello Jean Todt, ex navigatore di rally ed ex Direttore Sportivo di Peugeot. Figura carismatica, autoritaria, Todt deve ricostruire una Ferrari partendo dai due piloti: Berger e Alesi. Punto fermo la sua voglia di vincere, forte delle vittorie di due titoli Mondiali Piloti Rally e due Costruttori (1985-1986) oltre di quattro Parigi-Dakar. Il debutto di Jean Todt in Ferrari avviene proprio nel gran premio di casa, a Magny Cours e tutti in GES capiscono al volo di che pasta sia fatta questo uomo. Nel 1994 e 1995 conquista due vittorie con Berger (Germania) e Alesi (Canada). Ma lui vuole un Campione per risollevare le sorti della Casa del Cavallino: Schumacher. Così nel 1996, contro il parere di molti, in concerto con Luca di Montezemolo, vuole Michael Schumacher, bi-campione del mondo e da allora i successi hanno incominciato a gratificare il suo lavoro e a far gioire il popolo ferrarista. Nel 2006 Todt è nominato Amministratore Delegato di Ferrari S.p.A., lasciando la DS a Stefano Domenicali, ma continuando a seguire dal muretto le imprese degli "uomini rossi", impartendo sempre un ordine ben preciso che ha fatto scuola in F1: ordine, disciplina e pulizia, ruolo che ricoprirà fino al dicembre 2007. Ad oggi con Todt la Ferrari ha vinto sette titoli Costruttori (1999 - 2000 - 2001 - 2002 - 2003 - 2004 - 2007) e sei titoli Piloti (2000 - 2001 - 2002 - 2003 - 2004 - 2007), grazie a Michael Schumacher, Rubens Barrichello, Eddie Irvine, Felipe Massa e in chiusura il neo Campione del Mondo 2007 Kimi Raikkonen. Nel marzo 2008 Jean Todt lascia la carica di Amministratore Delegato mantenedo gli incarichi di Presidente del C.d.A di Ferrari, Asia Pacific oltre a quello di Ferrari West Europe, continuando a rappresentare la Scuderia al Consiglio Mondiale della FIA. Inoltre Luca Cordero di Montezemolo gli affida gli incarichi "speciali" di gestione delle attività Gran Turismo e Sportiva. E' sicuramente la persona che ricorda più da vicino Enzo Ferrari ai tempi della Scuderia di Modena. Lascia tutte le cariche all'interno della Ferrari (consigliere di amministrazione e ogni altra carica) nel marzo 2009, dopo 15 anni si "servizio" iniziati il 1°luglio 1993 e dopo avere conquistato in pista 7 titoli costruttori e sei titoli piloti. Nell'ottobre 2009 Jean Todt viene eletto con 135 voti contro i 49 di Ari Vatanen Presidente della FIA, succedendo a Max Mosley.



Stefano Domenicali è l'uomo dei regolamenti sportivi, dei quali conosce ogni regola applicabile. Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna, Stefano Domenicali entra in Ferrari nel giugno del 1991 e dal 1996 è nominato Responsabile del reparto sportivo. Si occupa dello sviluppo dell Circuito del Mugello. Nel 2001 Domenicali è responsabile della logistica della GES e dal 2002 ricopre la carica di Direttore sportivo della squadra, oltre che tenere i contatti con la FIA per quanto riguarda l'attività sportiva della Casa di Maranello. Dal 1 gennaio 2008 è il nuovo capo della Gestione Sportiva, sostituendo di fatto Jean Todt che si ritira al "semplice ruolo" di Amministratore Delegato Ferrari, ruolo mantenuto fino al 2008. Domenicali ricoprirà l'incarico di Team Principal fino al 14 aprile 2014, rassegnando poi le proprie dimissioni dal ruolo ricoperto in precedenza nella mani del Presidente Montezemolo.
 

Jean Todt con Gerard Bergher
Jean Todt con Gerard Bergher
Stefano Domenicali al muretto box
Stefano Domenicali al muretto box
 

Luca Baldisserri
ex responsabile della monoposto di Michael Schumacher, dal gennaio 2008 ricopre la carica di Team Manager, figura nuova nella Casa del Cavallino rampante (leggasi Direttore Sportivo), oltre che ricoprire la carica di Responsabile delle operazioni in pista. Soprannominato "Baldo", il simpatico ingegnere lavorerà a diretto contatto con Aldo Costa e Stefano Domenicali in un organigramma rinnovato per far fronte ai prossimi anni di competizioni sportive ad alto livello. La sua carica in pista dura fino all'aprile 2009, quando per motivi strategici interni alla Ferrari, viene sostituito in pista con l'Ing. Chris Dyer, già coordinatore degli ingegneri Ferrari e ingegnere di Kimi Räikkönen nel 2007 e 2008.


Luca Baldisserri ai box
Luca Baldisserri
ai box

Luca Baldisserri con Michael Schumacher
Luca Baldisserri
con Michael Schumacher
 
 
Massimo Rivola è Direttore Sportivo in Ferrari dal 2009. Nato a Faenza il 7 dicembre 1971, si laurea in Economia e Commercio all'Università di Bologna. Nel 1998 si spalancano le porte della Formula Uno e tramite la Minardi, Rivola occupa un posto all'Ufficio Marketing.
Diventa responsabile Sponsor del Team faentino nel 2000, carica che ricoprirà fino al 2002, passando poi al ruolo di Marketing Manager. Nel 2003 Rivola si occupa delle attività sportive della Minardi con il "grado" di Vice Team Manager e nel 2004 entra nel ruolo effettivo di Direttore Sportivo del team, ruolo che occupa anche nel 2006 dopo l 'acquisizione del team Minardi da parte di Red Bull, diventando a tutti gli effetti Scuderia Toro Rosso (STR).
 

Massimo Rivola
DS Ferrari dal 2009


Marco Mattiacci attuale presidente e CEO di Ferrari North America, prende il posto lasciato vacante da Stefano Domenicali alla guida della Gestione Sportiva della Casa di Maranello il 14 aprile 2014. Mattiacci si è laureato in Economia all'Università La Sapienza di Roma. Nel 2006 ha frequentato a Singapore l'Insead (Institut Européen d'Administration des affaires), una scuola di direzione aziendale e un istituto di ricerca di carattere internazionale. Nel 2011, il passaggio alla Business School della Columbia University, a New York. L'anno successivo, gli è stato conferito il prestigioso premio “Automotive Executive of the Year”. Il primo incarico di un certo peso in Ferrari risale all'ottobre del 1999, quando diventa Area Sales Manager Americas & Middle East. Lo rimarrà fino al giugno del 2001. Successivamente, viene promosso "Project Leader Maserati Launch in North America" (giugno 2001-maggio 2002), quindi "Vice President Sales & Marketing" di Ferrari Maserati North America (giugno 2002-settembre 2006) e subito dopo "Executive Vice President – Business Development" di Ferrari Asia Pacific (settembre 2006-agosto 2007). Nel gennaio 2010, la nomina a presidente e CEO di Ferrari North America. (fonte: panorama.it). Il 24 novembre 2014, a conclusione del Campionao del Mondo di F1, Marco Mattiacci lascia il posto a Maurizio Arrivabene.



Marco Mattiacci



Maurizio Arrivabene - Proveniente dalla Philip Morris, prende il posto di Marco Mattiacci, arrivato alla rossa solo 7 mesi fa dopo le dimissioni di Stefano Domenicali. Maurizio Arrivabene, 57 anni, bresciano, ma residente a Losanna, è entrato alla Philip Morris nel 1997, si è dedicato a marketing e attività promozionali ricoprendo incarichi di crescente responsabilità fino a diventare Vice President of Marlboro Global Communication & Promotions for Philip Morris International (2007) e Vice President Consumer Channel Strategy and Event Marketing (2011). Già membro del board della Juventus e della F.1 Commission, nei suoi anni in Philip Morris ha sempre seguito in prima persona la partnership con la Ferrari, sia a Maranello, sia in pista. conoscenza dell'ambiente — "Abbiamo deciso di nominare Maurizio Arrivabene – ha detto il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne - perché in questo momento abbiamo bisogno di una persona che conosca a fondo non solo la Ferrari, ma anche i meccanismi e i bisogni di questo sport. Maurizio ha un patrimonio di conoscenze unico perché da anni è stato veramente vicino alla scuderia e, come membro della F1 Commission, ha ben chiaro le sfide che ci attendono. Estremamente importante è l’esperienza manageriale che ha maturato finora, e che lo aiuterà a gestire e motivare la squadra. Vogliamo anche ringraziare Marco Mattiacci per il suo contributo alla Ferrari negli ultimi 15 anni – ha concluso Marchionne - e gli auguriamo il meglio per le sue sfide future". Fonte: gazzetta.it - Maurizio Arrivabene lascia la carica di team Principal nel gennaio 2019.



Maurizio Arrivabene




Mattia Binotto nasce a Losanna (CH) il 3 novembre 1969. Si laurea in ingegneria al Politecnico federale di Losanna. Entra in Ferrari nel 1995 come ingegnere motorista nella squadra test. E' partecipe, come Ingegnere del Reparto Corse, ai successi di Michael Schumacher dal 1997 al 2003. Ingegnere motori da gara nel 2004, nel 2007 Binotto viene promosso al ruolo di Capo Ingegnere, corse e montaggio, passando poi nel 2009 a quello di responsabile operativo del Reparto Motori e KERS. Vice-direttore motore ed elettronica da ottobre 2013, nel 2014 viene nominato da Sergio Marchionne nuovo direttore per la Power Unit. Binotto è diventato nel corso degli anni una sorta di punto di riferimento e referente personale dell'allora amministratore delegato del gruppo FCA. In particolare Marchionne aveva apprezzato la svolta tecnica impressa dall'ingegnere italo-svizzero a partire dal 2015, con le tre vittorie conquistate nel campionato. il 27 luglio 2016, Binotto viene nominato Chief Technical Officer della Ferrari al posto di James Allison. Nel gennaio 2019 prende il posto di Murizio Arrivabene a capo della GeS. (fonte: https://it.eurosport.com)



Mattia Binotto

La pagina rappresenta uno studio condotto dall'autore sulla Dirigenza Ferrari manageriale e sportiva e potrà, a seguito di nuovi accertamenti, subire modifiche atte ad inquadrare al meglio la verità storica dell'evento.



pagina pubblicata il 20/10/2004 - ultima modifica - 7/01/2019









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